Le biciclette potranno circolare sulle corsie riservate ai bus, avranno linee di arresto agli incroci e saranno previsti portabiciclette sugli autobus

Le biciclette potranno circolare sulle strade adibite a servizi pubblici di trasporto, saranno previste strutture portabiciclette sugli autobus e verrà introdotta la linea di arresto prima degli incroci e dei semafori. "La linea di arresto avanzata, denominata ‘casa avanzata’, puo’ essere – si legge nel testo base – realizzata lungo le strade con velocità consentita inferiore o eguale a 50 km/h, anche se fornite di più corsie per senso di marcia, ed è posta a una distanza pari almeno a 3 metri rispetto alla linea di arresto stabilita per il flusso veicolare".

Ed ancora: "si prevede che, al di fuori dei centri abitati, le ordinanze dell’ente proprietario della strada possano riservare a determinate categorie di veicoli, anche con guida di rotaie, o a veicoli destinati a determinati usi, non solo corsie, anche protette (come attualmente previsto), ma anche strade".

Aumento delle sanzioni per la sosta sugli spazi riservati ai disabili

L’inasprimento delle sanzioni riguarderà anche chi sosta sugli spazi riservati ai disabili o parcheggia sui marciapiedi.
E’ infatti previsto sia una aumento delle sanzioni amministrative che sostanzialmente raddoppieranno, passando infatti da un minimo di 161 € (a fronte degli 85 attuali) ad un massimo di 647 € (anziché i 334 di oggi) per le autovetture e dagli attuali 40-164 € a 80-328 € per i ciclomotori.
Per chi sosta sugli spazi destinati ai disabili è inoltre previsto un aumento della decurtazione dei punti (da due a quattro).
E’ infine prevista anche una decurtazione di 2 punti per la sosta su spazi riservati alla ricarica dei veicoli elettrici.

Stangata per l’utilizzo di cellulari e smartphone mentre si è alla guida

Come annunciato in uno dei post precedenti, a partire da questo andremo più nello specifico delle principali modifiche che si prevedono al Codice della strada.

La novità principale tra quelle in discussione è senz’altro quella che riguarda il divieto per chi guida di usare "smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento della mani dal volante".
La svolta riguarda così soprattutto l’inasprimento delle sanzioni.
Per la prima violazione la sanzione amministrativa pecuniaria attualmente prevista (da 161 a 647 €) viene infatti innalzata ad una somma compresa tra i 422 ed i 1697 € e viene introdotta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da 7 giorni a due mesi.

Nel caso in cui il trasgressore "compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio, viene introdotta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 422 a euro 1697, che si aggiunge alla già prevista sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi". Viene raddoppiata pure la decurtazione dei punti patente (da 5 a 10 punti).

Quali sono le novità più importanti previste dalla riforma del Codice della strada?

Rimandando ad una serie di post che pubblicheremo nei prossimi giorni gli approfondimenti su ciascuno degli 11 articoli in cui è suddiviso il Testo unificato delle modifiche al Codice della strada, ecco un elenco delle principali novità contenute nel documento in questi giorni all’esame dei gruppi parlamentari:

  1. Stretta all’uso di cellulare e smartphone alla guida
  2. Aumento delle sanzioni per la sosta negli spazi riservati ai disabili
  3. Via libera ai 125 su autostrade e tangenziali
  4. Abolito l’obbligo di uso diurno delle luci di posizione e degli anabbaglianti.
  5. Capitolo “biciclette”
  6. Introduzione dei parcheggi ‘rosa’
  7. Possibilità di trasportare un accompagnatore sulle ambulanze
  8. Parcheggi gratis per le vetture dei disabili
  9. Nella segnaletica stradale arrivano i messaggi sociali e di sensibilizzazione.
  10. Nuove norme per dimostrare l’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope
  11. Obbligo per gli enti locali di comunicare la destinazione dei proventi delle multe
  12. Validità del foglio rosa estesa da 6 a 12 mesi
  13. Modifica alla normativa relativa le sanzioni amministrative per i veicoli immatricolati all’estero
  14. Il giallo al semaforo durerà almeno 5 secondi
  15. Anche ciclomotori e macchine agricole diventano veicoli d’epoca
  16. Modifica dei requisiti per la guida dei veicoli e la conduzione di animali
  17. Per i veicoli a quattro ruote destinati al trasporto di merci si introducono sistemi per la guida assistita.
  18. I veicoli della Croce rossa, della protezione civile e quelli delle associazioni di volontariato a carattere nazionale non pagheranno più i pedaggi autostradali
  19. Stretta sulla circolazione di veicoli eccezionali
  20. Non verranno più comunicate le variazioni di punti sulla patente
  21. Modifica degli obblighi del proprietario in caso di mancata identificazione del conducente responsabile di una violazione
  22. Casi in cui non è necessaria la contestazione immediata delle violazioni al codice della strada

 

Arrivano tempi duri per i trasgressori del codice della strada; cosa prevede la riforma targata Lega-M5S?

Siccome le novità contenute nella proposta di Testo unificato di modifiche al Codice della strada concordate tra M5S e lega ed inviato dalla commissione Trasporti della Camera ai gruppi parlamentari la scorsa settimana, se approvate, avranno un significativo impatto sulla vita di tutti noi, abbiamo deciso di riassumerle ad uso dei nostri Clienti e di seguirne l’iter parlamentare.

Sembra infatti che questa volta, dopo il gran parlare fatto anche in questi ultimi mesi (ricorderete certamente le esternazioni dei nostri politici sull’innalzamento a 150 km/h del limite di velocità in autostrada o sul divieto di fumare mentre si è alla guida!), si siano create tutte le condizioni per modificare una legge che risale al 1992.

Già prima di Pasqua il Comitato ristretto della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati dovrebbe infatti produrre il testo base della nuova legge che, una volta inviato a tutti i gruppi parlamentari, approderà nel mese di maggio nell’Aula di Montecitorio, mentre dalla Commissione Trasporti della Camera dovrebbe a breve giungere la legge delega del governo per una semplificazione delle norme.

Seguite quindi attentamente i post pubblicati nella sezione News del nostro sito se volete essere puntualmente informati in merito. Stay tuned!

Per i giudici europei tutti i veicoli immatricolati e idonei alla circolazione sono soggetti all’obbligo assicurativo

L’obbligo di assicurare i veicoli di proprietà regolarmente immatricolati e idonei a circolare vale anche se il proprietario non ha più intenzione di porli in circolazione e li parcheggi in un’area privata. La Corte di Giustizia europea (sentenza del 4 settembre 2018 C- 80/17) in seduta plenaria (la Corte si riunisce in grande sezione quando lo richiede uno Stato membro o un’istituzione parte della causa, nonché per trattare cause particolarmente complesse o importanti) ha affermato due rilevanti principi:
1) è obbligatoria la copertura assicurativa del veicolo immatricolato e idoneo a circolare che stazioni su un’area privata, per sola scelta del suo proprietario, che non ha più intenzione di guidarlo;
2) nel caso in cui tale veicolo sia posto in circolazione e causi un incidente il Fondo vittime della strada può agire in regresso anche nei confronti del proprietario del veicolo.
Il caso: la proprietaria di un autoveicolo immatricolato in Portogallo, avendo cessato di guidarlo per problemi di salute, lo aveva parcheggiato nel cortile di casa senza tuttavia avviare le pratiche di ritiro ufficiale dello stesso dalla circolazione e senza stipulare alcuna polizza di responsabilità civile. Il figlio, però, lo poneva in circolazione, senza l’autorizzazione della madre e a sua insaputa, e uscito di strada, provocava il decesso del conducente nonché di altre due persone che si trovavano a bordo del veicolo come passeggeri. Gli aventi causa dei passeggeri del veicolo ottenevano il ristoro per i danni derivanti dall’incidente dal Fondo vittime della strada, che poi conveniva in giudizio la proprietaria per rivalersi nei suoi confronti delle somme sborsate.
La sentenza: sebbene la decisione della Corte sia vincolante per il solo giudice portoghese che l’ha richiesta, il quale potrà disapplicare la norma interna (simile a quella italiana in materia) che contrasta con l’interpretazione data dalla Corte europea al diritto dell’Unione (nel caso di specie contenuto nelle Dir. 72/166/CEE, 84/5/CEE e 2005/14/CE), nel risolvere il caso concreto, avrà delle ripercussioni anche sul sistema italiano (è da supporre, ad esempio, che la decisione possa spingere le compagnie a riscrivere la disciplina della "sospensione" della copertura Rcauto).
Avv. Pasquale Santoro
per SNAchannel

 

Tribunale di Napoli: furto auto, nessun indennizzo se si lasciano le chiavi in prossimità del veicolo

Se siete al mare o in montagna e avete lasciato la seconda vostra vettura in garage, magari con le chiavi nel cruscotto o appese nel box-auto, non dovreste dormire sonni tranquilli. Il Tribunale di Napoli ha, infatti, sentenziato che l’assicurazione non ha l’obbligo del risarcimento per il furto della vettura(ancorché coperta da apposita polizza, ndr) qualora le chiavi si trovino in prossimità del veicolo (sentenza 2459/2018). La sezione IX civile del Tribunale campano era stata chiamata a pronunciarsi in ordine al pagamento (o meno) dell’indennizzo assicurativo da polizza di responsabilità civile. 
La proprietaria di un’auto coperta da assicurazione furto/incendio aveva convenuto in giudizio la compagnia di assicurazione per ottenere il risarcimento a seguito del furto della vettura da parte di ignoti. I ladri avevano forzato il box in cui si trovava il veicolo (ma anche le chiavi, ndr).
I giudici partenopei rilevano che "dalla prospettazione dei fatti resa dall’attrice è emersa una violazione da parte dell’assicurato della condizione prevista dal contratto di polizza che esclude la copertura assicurativa per il furto nel caso in cui il contraente non consegni alla compagnia assicuratrice il set completo di chiavi di accensione, ovvero se il furto è agevolato dalla presenza delle chiavi dell’auto all’interno o in prossimità del veicolo. Tale fattispecie rientra nell’ipotesi di colpa grave dell’assicurato ai sensi dell’art. 1900 Codice Civile, a tenore del quale l’assicuratore risulta esonerato dall’indennizzo ogniqualvolta vi sia la responsabilità del contraente nella determinazione dell’evento".
Luigi Giorgetti per SNACHANNEL.it

 

Cassazione, ordinanza della Corte in materia di segnaletica stradale. Attenzione a dove sono collocati i cartelli che indicano l’autovelox

Importante decisione della Corte di Cassazione in materia di segnaletica (e, di conseguenza, della validità delle eventuali sanzioni amministrative in violazione del Codice della Strada).. La questione sollevata è la seguente: nel caso di un’arteria a doppio senso di circolazione con la presenza di un cartello stradale (posto solo in un senso di marcia) che avvisa gli automobilisti della presenza dell’autovelox, l’indicazione ha valore per le due carreggiate e soltanto per quella sul lato della quale è presente il cartello? 
La risposta viene fornita dalla Cassazione con l’ordinanza n. 17205/17. I segnali stradali, precisa la Corte, operano come un "provvedimento amministrativo espresso" nei confronti di chi, "nella condotta di guida, lo percepisce e, dunque, nel senso della sua marcia". Pertanto, quando il cartello è posto in una sola direzione mentre, nel senso opposto di marcia, non risulta la presenza di alcun segnale simile, il segnale non ha validità in quest’ultimo lato della strada, ma solo nel primo.
Luigi Giorgetti
per SNACHANNEL.IT

 

Nullo il mutuo fondiario quando il finanziamento supera l’80% del valore dell’immobile

Importante decisione della Corte di Cassazione in materia bancaria. Con la sentenza numero 17352/2017 i Giudici hanno ribaltato un orientamento che sembrava consolidato. La Corte ha stabilito che il mutuo fondiario, concesso per un ammontare superiore all’80% del valore dei beni ipotecati, debba intendersi non solo irregolare (con sanzioni unicamente amministrative), ma radicalmente nullo. Inoltre, la nullità non può essere limitata alla somma eccedente l’80% (come avevano tentato di argomentare i legali in sede di giudizio, ndr), ma investe l’intero mutuo. La tesi della nullità parziale, infatti, verrebbe ostacolata – secondo la Cassazione – sia dalle "difficoltà pratico-giuridiche di conciliare il frazionamento dell’unico contratto stipulato tra le parti con ill possibile consolidamento dell’ipoteca per la sola porzione fondiaria", sia dalla previsione di cui all’articolo 38 TUB, che pone il rispetto del limite dell’80% tra i caratteri costitutivi dell’operazione di credito fondiario (con la conseguenza che il finanziamento che non rispetta i limiti legali fissati dal testo unico non soddisfa il requisito della fondiarietà).
Come noto, il limite massimo finanziabile risponde al fine di tutelare un più ampio interesse nazionale. Se si limitassero le conseguenze dei mutui oltre soglia alla sola sanzione amministrativa – afferma la Corte – la conseguenza sarebbe quella di una "inaccettabile protezione dell’illegalità". A fronte della nullità del contratto, per la Cassazione l’unico modo per recuperare l’accordo è quello di convertirlo in un contratto diverso ai sensi dell’articolo 1424 del codice civile (ad esempio, in un semplice mutuo ipotecario). Vediamo le differenze.
IL MUTUO FONDIARIO
Il mutuo fondiario presenta un alto grado di specificità. Si può richiedere solo per l’acquisto, la ristrutturazione o la costruzione della prima casa, ossia l’abitazione principale del mutuatario. A garanzia del credito da erogare e per tutelare la banca da eventuale rischio di insolvenza è prevista la stipula di un’ipoteca di primo grado sull’immobile acquistato. Il mutuo fondiario presenta tassi più vantaggiosi, spese notarili inferiori e offre la opportunità di detrarre gli interessi passivi. Il credito erogato tramite mutuo fondiario non può superare l’80% del valore dell’immobile da finanziare.
IL MUTUO IPOTECARIO
Il mutuo ipotecario rimane ancora quello più concesso, proprio perché per chi ha bisogno di somme più alte del canonico 80% del valore dell’immobile. Può essere concesso per motivi diversi dall’acquisto di un immobile come una maggiore liquidità e, solitamente, questa tipologia di mutuo casa ha una durata superiore ai 5 anni. Le banche, verificate le condizioni lavorative ed economiche del mutuario, si tutelano attraverso una serie di garanzie varie (personali o reali); l’istituto bancario può arrivare a espropriare l’immobile stesso decidendo di venderlo all’asta per recuperare la somma di denaro finanziata. Per tale ragione il mutuo ipotecario va stipulato in presenza di un notaio che renderà effettiva la possibilità di rivalsa sul bene. L’ipoteca sull’immobile necessita di essere registrata nel Registro degli Immobili, che è collocato nel Comune in cui si trova l’immobile ed ha effetto per 20 anni dalla sua definizione; al di là questo periodo, l’efficacia dell’iscrizione cessa se non viene rinnovata.
Luigi Giorgetti per SNACHANNEL.IT

Attenzione a parcheggiare male l’auto. Nei casi più gravi si rischiano fino a 4 anni di reclusione. Le recenti sentenze della Cassazione

Parcheggiare male può significare commettere il reato penale di violenza privata. Posizionare le ruote anteriori sul marciapiede, sostare in senso contrario a quello di marcia, occupare più di un posto auto nonostante la presenza delle strisce che delimitano l’area di posteggio, sono tutti casi molto frequenti e per i quali si hanno apposite sanzioni previste dal Codice della Strada. Tuttavia, la Corte di Cassazione, in una recente sentenza, ha chiarito che impedire con tali comportamenti il passaggio e costringere l’automobilista a non entrare o a non uscire dal proprio spazio costituisce sempre violenza privata (Art. 610 Codice Penale: "Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni…"). Dunque, chiudere il passaggio con l’auto (es.: ostruire il passaggio per entrare o uscire dal garage) è reato. 
Con un’altra sentenza, sempre di questi giorni, la Cassazione ha inoltre precisato che parcheggiare “stretto” allo sportello del conducente di un’altra macchina, tanto da non consentirgli di aprirlo, costituisce altresì reato (e questo anche quando il proprietario ben potrebbe entrare dal vano passeggero). 
Luigi Giorgetti
per SNACHANNEL.IT

Zandonella assicurazioni s.a.s.
di Zandonella Christian & C.
V. XX Settembre 16 – 32044 Pieve di Cadore (BL)
Tel: 0435 31046 Fax0435 30963
P. IVA 01133610251
Iscrizione al RUI n. A000430727 del 08/11/2012
Intermediario soggetto alla vigilanza dell’IVASS

 

Le biciclette potranno circolare sulle corsie riservate ai bus, avranno linee di arresto agli incroci e saranno previsti portabiciclette sugli autobus

Le biciclette potranno circolare sulle strade adibite a servizi pubblici di trasporto, saranno previste strutture portabiciclette sugli autobus e verrà introdotta la linea di arresto prima degli incroci e dei semafori. "La linea di arresto avanzata, denominata ‘casa avanzata’, puo’ essere – si legge nel testo base – realizzata lungo le strade con velocità consentita inferiore o eguale a 50 km/h, anche se fornite di più corsie per senso di marcia, ed è posta a una distanza pari almeno a 3 metri rispetto alla linea di arresto stabilita per il flusso veicolare".

Ed ancora: "si prevede che, al di fuori dei centri abitati, le ordinanze dell’ente proprietario della strada possano riservare a determinate categorie di veicoli, anche con guida di rotaie, o a veicoli destinati a determinati usi, non solo corsie, anche protette (come attualmente previsto), ma anche strade".

Aumento delle sanzioni per la sosta sugli spazi riservati ai disabili

L’inasprimento delle sanzioni riguarderà anche chi sosta sugli spazi riservati ai disabili o parcheggia sui marciapiedi.
E’ infatti previsto sia una aumento delle sanzioni amministrative che sostanzialmente raddoppieranno, passando infatti da un minimo di 161 € (a fronte degli 85 attuali) ad un massimo di 647 € (anziché i 334 di oggi) per le autovetture e dagli attuali 40-164 € a 80-328 € per i ciclomotori.
Per chi sosta sugli spazi destinati ai disabili è inoltre previsto un aumento della decurtazione dei punti (da due a quattro).
E’ infine prevista anche una decurtazione di 2 punti per la sosta su spazi riservati alla ricarica dei veicoli elettrici.

Stangata per l’utilizzo di cellulari e smartphone mentre si è alla guida

Come annunciato in uno dei post precedenti, a partire da questo andremo più nello specifico delle principali modifiche che si prevedono al Codice della strada.

La novità principale tra quelle in discussione è senz’altro quella che riguarda il divieto per chi guida di usare "smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento della mani dal volante".
La svolta riguarda così soprattutto l’inasprimento delle sanzioni.
Per la prima violazione la sanzione amministrativa pecuniaria attualmente prevista (da 161 a 647 €) viene infatti innalzata ad una somma compresa tra i 422 ed i 1697 € e viene introdotta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da 7 giorni a due mesi.

Nel caso in cui il trasgressore "compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio, viene introdotta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 422 a euro 1697, che si aggiunge alla già prevista sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi". Viene raddoppiata pure la decurtazione dei punti patente (da 5 a 10 punti).

Quali sono le novità più importanti previste dalla riforma del Codice della strada?

Rimandando ad una serie di post che pubblicheremo nei prossimi giorni gli approfondimenti su ciascuno degli 11 articoli in cui è suddiviso il Testo unificato delle modifiche al Codice della strada, ecco un elenco delle principali novità contenute nel documento in questi giorni all’esame dei gruppi parlamentari:

  1. Stretta all’uso di cellulare e smartphone alla guida
  2. Aumento delle sanzioni per la sosta negli spazi riservati ai disabili
  3. Via libera ai 125 su autostrade e tangenziali
  4. Abolito l’obbligo di uso diurno delle luci di posizione e degli anabbaglianti.
  5. Capitolo “biciclette”
  6. Introduzione dei parcheggi ‘rosa’
  7. Possibilità di trasportare un accompagnatore sulle ambulanze
  8. Parcheggi gratis per le vetture dei disabili
  9. Nella segnaletica stradale arrivano i messaggi sociali e di sensibilizzazione.
  10. Nuove norme per dimostrare l’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope
  11. Obbligo per gli enti locali di comunicare la destinazione dei proventi delle multe
  12. Validità del foglio rosa estesa da 6 a 12 mesi
  13. Modifica alla normativa relativa le sanzioni amministrative per i veicoli immatricolati all’estero
  14. Il giallo al semaforo durerà almeno 5 secondi
  15. Anche ciclomotori e macchine agricole diventano veicoli d’epoca
  16. Modifica dei requisiti per la guida dei veicoli e la conduzione di animali
  17. Per i veicoli a quattro ruote destinati al trasporto di merci si introducono sistemi per la guida assistita.
  18. I veicoli della Croce rossa, della protezione civile e quelli delle associazioni di volontariato a carattere nazionale non pagheranno più i pedaggi autostradali
  19. Stretta sulla circolazione di veicoli eccezionali
  20. Non verranno più comunicate le variazioni di punti sulla patente
  21. Modifica degli obblighi del proprietario in caso di mancata identificazione del conducente responsabile di una violazione
  22. Casi in cui non è necessaria la contestazione immediata delle violazioni al codice della strada

 

Arrivano tempi duri per i trasgressori del codice della strada; cosa prevede la riforma targata Lega-M5S?

Siccome le novità contenute nella proposta di Testo unificato di modifiche al Codice della strada concordate tra M5S e lega ed inviato dalla commissione Trasporti della Camera ai gruppi parlamentari la scorsa settimana, se approvate, avranno un significativo impatto sulla vita di tutti noi, abbiamo deciso di riassumerle ad uso dei nostri Clienti e di seguirne l’iter parlamentare.

Sembra infatti che questa volta, dopo il gran parlare fatto anche in questi ultimi mesi (ricorderete certamente le esternazioni dei nostri politici sull’innalzamento a 150 km/h del limite di velocità in autostrada o sul divieto di fumare mentre si è alla guida!), si siano create tutte le condizioni per modificare una legge che risale al 1992.

Già prima di Pasqua il Comitato ristretto della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati dovrebbe infatti produrre il testo base della nuova legge che, una volta inviato a tutti i gruppi parlamentari, approderà nel mese di maggio nell’Aula di Montecitorio, mentre dalla Commissione Trasporti della Camera dovrebbe a breve giungere la legge delega del governo per una semplificazione delle norme.

Seguite quindi attentamente i post pubblicati nella sezione News del nostro sito se volete essere puntualmente informati in merito. Stay tuned!

Per i giudici europei tutti i veicoli immatricolati e idonei alla circolazione sono soggetti all’obbligo assicurativo

L’obbligo di assicurare i veicoli di proprietà regolarmente immatricolati e idonei a circolare vale anche se il proprietario non ha più intenzione di porli in circolazione e li parcheggi in un’area privata. La Corte di Giustizia europea (sentenza del 4 settembre 2018 C- 80/17) in seduta plenaria (la Corte si riunisce in grande sezione quando lo richiede uno Stato membro o un’istituzione parte della causa, nonché per trattare cause particolarmente complesse o importanti) ha affermato due rilevanti principi:
1) è obbligatoria la copertura assicurativa del veicolo immatricolato e idoneo a circolare che stazioni su un’area privata, per sola scelta del suo proprietario, che non ha più intenzione di guidarlo;
2) nel caso in cui tale veicolo sia posto in circolazione e causi un incidente il Fondo vittime della strada può agire in regresso anche nei confronti del proprietario del veicolo.
Il caso: la proprietaria di un autoveicolo immatricolato in Portogallo, avendo cessato di guidarlo per problemi di salute, lo aveva parcheggiato nel cortile di casa senza tuttavia avviare le pratiche di ritiro ufficiale dello stesso dalla circolazione e senza stipulare alcuna polizza di responsabilità civile. Il figlio, però, lo poneva in circolazione, senza l’autorizzazione della madre e a sua insaputa, e uscito di strada, provocava il decesso del conducente nonché di altre due persone che si trovavano a bordo del veicolo come passeggeri. Gli aventi causa dei passeggeri del veicolo ottenevano il ristoro per i danni derivanti dall’incidente dal Fondo vittime della strada, che poi conveniva in giudizio la proprietaria per rivalersi nei suoi confronti delle somme sborsate.
La sentenza: sebbene la decisione della Corte sia vincolante per il solo giudice portoghese che l’ha richiesta, il quale potrà disapplicare la norma interna (simile a quella italiana in materia) che contrasta con l’interpretazione data dalla Corte europea al diritto dell’Unione (nel caso di specie contenuto nelle Dir. 72/166/CEE, 84/5/CEE e 2005/14/CE), nel risolvere il caso concreto, avrà delle ripercussioni anche sul sistema italiano (è da supporre, ad esempio, che la decisione possa spingere le compagnie a riscrivere la disciplina della "sospensione" della copertura Rcauto).
Avv. Pasquale Santoro
per SNAchannel

 

Tribunale di Napoli: furto auto, nessun indennizzo se si lasciano le chiavi in prossimità del veicolo

Se siete al mare o in montagna e avete lasciato la seconda vostra vettura in garage, magari con le chiavi nel cruscotto o appese nel box-auto, non dovreste dormire sonni tranquilli. Il Tribunale di Napoli ha, infatti, sentenziato che l’assicurazione non ha l’obbligo del risarcimento per il furto della vettura(ancorché coperta da apposita polizza, ndr) qualora le chiavi si trovino in prossimità del veicolo (sentenza 2459/2018). La sezione IX civile del Tribunale campano era stata chiamata a pronunciarsi in ordine al pagamento (o meno) dell’indennizzo assicurativo da polizza di responsabilità civile. 
La proprietaria di un’auto coperta da assicurazione furto/incendio aveva convenuto in giudizio la compagnia di assicurazione per ottenere il risarcimento a seguito del furto della vettura da parte di ignoti. I ladri avevano forzato il box in cui si trovava il veicolo (ma anche le chiavi, ndr).
I giudici partenopei rilevano che "dalla prospettazione dei fatti resa dall’attrice è emersa una violazione da parte dell’assicurato della condizione prevista dal contratto di polizza che esclude la copertura assicurativa per il furto nel caso in cui il contraente non consegni alla compagnia assicuratrice il set completo di chiavi di accensione, ovvero se il furto è agevolato dalla presenza delle chiavi dell’auto all’interno o in prossimità del veicolo. Tale fattispecie rientra nell’ipotesi di colpa grave dell’assicurato ai sensi dell’art. 1900 Codice Civile, a tenore del quale l’assicuratore risulta esonerato dall’indennizzo ogniqualvolta vi sia la responsabilità del contraente nella determinazione dell’evento".
Luigi Giorgetti per SNACHANNEL.it

 

Cassazione, ordinanza della Corte in materia di segnaletica stradale. Attenzione a dove sono collocati i cartelli che indicano l’autovelox

Importante decisione della Corte di Cassazione in materia di segnaletica (e, di conseguenza, della validità delle eventuali sanzioni amministrative in violazione del Codice della Strada).. La questione sollevata è la seguente: nel caso di un’arteria a doppio senso di circolazione con la presenza di un cartello stradale (posto solo in un senso di marcia) che avvisa gli automobilisti della presenza dell’autovelox, l’indicazione ha valore per le due carreggiate e soltanto per quella sul lato della quale è presente il cartello? 
La risposta viene fornita dalla Cassazione con l’ordinanza n. 17205/17. I segnali stradali, precisa la Corte, operano come un "provvedimento amministrativo espresso" nei confronti di chi, "nella condotta di guida, lo percepisce e, dunque, nel senso della sua marcia". Pertanto, quando il cartello è posto in una sola direzione mentre, nel senso opposto di marcia, non risulta la presenza di alcun segnale simile, il segnale non ha validità in quest’ultimo lato della strada, ma solo nel primo.
Luigi Giorgetti
per SNACHANNEL.IT

 

Nullo il mutuo fondiario quando il finanziamento supera l’80% del valore dell’immobile

Importante decisione della Corte di Cassazione in materia bancaria. Con la sentenza numero 17352/2017 i Giudici hanno ribaltato un orientamento che sembrava consolidato. La Corte ha stabilito che il mutuo fondiario, concesso per un ammontare superiore all’80% del valore dei beni ipotecati, debba intendersi non solo irregolare (con sanzioni unicamente amministrative), ma radicalmente nullo. Inoltre, la nullità non può essere limitata alla somma eccedente l’80% (come avevano tentato di argomentare i legali in sede di giudizio, ndr), ma investe l’intero mutuo. La tesi della nullità parziale, infatti, verrebbe ostacolata – secondo la Cassazione – sia dalle "difficoltà pratico-giuridiche di conciliare il frazionamento dell’unico contratto stipulato tra le parti con ill possibile consolidamento dell’ipoteca per la sola porzione fondiaria", sia dalla previsione di cui all’articolo 38 TUB, che pone il rispetto del limite dell’80% tra i caratteri costitutivi dell’operazione di credito fondiario (con la conseguenza che il finanziamento che non rispetta i limiti legali fissati dal testo unico non soddisfa il requisito della fondiarietà).
Come noto, il limite massimo finanziabile risponde al fine di tutelare un più ampio interesse nazionale. Se si limitassero le conseguenze dei mutui oltre soglia alla sola sanzione amministrativa – afferma la Corte – la conseguenza sarebbe quella di una "inaccettabile protezione dell’illegalità". A fronte della nullità del contratto, per la Cassazione l’unico modo per recuperare l’accordo è quello di convertirlo in un contratto diverso ai sensi dell’articolo 1424 del codice civile (ad esempio, in un semplice mutuo ipotecario). Vediamo le differenze.
IL MUTUO FONDIARIO
Il mutuo fondiario presenta un alto grado di specificità. Si può richiedere solo per l’acquisto, la ristrutturazione o la costruzione della prima casa, ossia l’abitazione principale del mutuatario. A garanzia del credito da erogare e per tutelare la banca da eventuale rischio di insolvenza è prevista la stipula di un’ipoteca di primo grado sull’immobile acquistato. Il mutuo fondiario presenta tassi più vantaggiosi, spese notarili inferiori e offre la opportunità di detrarre gli interessi passivi. Il credito erogato tramite mutuo fondiario non può superare l’80% del valore dell’immobile da finanziare.
IL MUTUO IPOTECARIO
Il mutuo ipotecario rimane ancora quello più concesso, proprio perché per chi ha bisogno di somme più alte del canonico 80% del valore dell’immobile. Può essere concesso per motivi diversi dall’acquisto di un immobile come una maggiore liquidità e, solitamente, questa tipologia di mutuo casa ha una durata superiore ai 5 anni. Le banche, verificate le condizioni lavorative ed economiche del mutuario, si tutelano attraverso una serie di garanzie varie (personali o reali); l’istituto bancario può arrivare a espropriare l’immobile stesso decidendo di venderlo all’asta per recuperare la somma di denaro finanziata. Per tale ragione il mutuo ipotecario va stipulato in presenza di un notaio che renderà effettiva la possibilità di rivalsa sul bene. L’ipoteca sull’immobile necessita di essere registrata nel Registro degli Immobili, che è collocato nel Comune in cui si trova l’immobile ed ha effetto per 20 anni dalla sua definizione; al di là questo periodo, l’efficacia dell’iscrizione cessa se non viene rinnovata.
Luigi Giorgetti per SNACHANNEL.IT

Attenzione a parcheggiare male l’auto. Nei casi più gravi si rischiano fino a 4 anni di reclusione. Le recenti sentenze della Cassazione

Parcheggiare male può significare commettere il reato penale di violenza privata. Posizionare le ruote anteriori sul marciapiede, sostare in senso contrario a quello di marcia, occupare più di un posto auto nonostante la presenza delle strisce che delimitano l’area di posteggio, sono tutti casi molto frequenti e per i quali si hanno apposite sanzioni previste dal Codice della Strada. Tuttavia, la Corte di Cassazione, in una recente sentenza, ha chiarito che impedire con tali comportamenti il passaggio e costringere l’automobilista a non entrare o a non uscire dal proprio spazio costituisce sempre violenza privata (Art. 610 Codice Penale: "Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni…"). Dunque, chiudere il passaggio con l’auto (es.: ostruire il passaggio per entrare o uscire dal garage) è reato. 
Con un’altra sentenza, sempre di questi giorni, la Cassazione ha inoltre precisato che parcheggiare “stretto” allo sportello del conducente di un’altra macchina, tanto da non consentirgli di aprirlo, costituisce altresì reato (e questo anche quando il proprietario ben potrebbe entrare dal vano passeggero). 
Luigi Giorgetti
per SNACHANNEL.IT

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